Andare dallo psicologo? Ma non sono mica matto!
È la risposta classica che purtroppo siamo abituati a sentire.
È allora opportuno riportare in questo articolo la metafora della palestra.
In palestra si va a fare riabilitazione: chi, ad esempio, in seguito ad incidenti stradali o ad ictus, ha subito dei traumi che lo hanno bloccato in qualche movimento, ha bisogno di fare riabilitazione. In palestra, un poco alla volta, la persona riesce di nuovo a riprendere quei movimenti che non riusciva più a compiere. Certamente, si ha bisogno di tempo e perseveranza ma conviene piuttosto che restare bloccati nella propria vita. Il Fisioterapista pertanto valuta il trauma e l’impegno dell’individuo fino al suo stare meglio.
Ma, come è largamente risaputo, in palestra non ci vanno soltanto quelli che devono recuperare da un deficit. Per fortuna, in palestra ci vanno anche tante persone che stanno bene e che vogliono proprio continuare a stare bene o, magari, rimediare alla mancanza di movimento dovuta ad una vita troppo sedentaria e ad un lavoro soltanto intellettuale. E tutti sanno che chi frequenta una palestra, addirittura sotto la guida di un Personal trainer, ha un corpo più forte e robusto e affronta meglio il passare degli anni.
Ho dedicato troppo spazio a parlare della palestra?
Non credo, perché a questo punto spiegare qual è il ruolo dello Psicologo è facilissimo.
Lo Psicologo fa lo stesso lavoro di una palestra, ma con la psiche delle persone. Ci sono le persone traumatizzate che hanno bisogno di una psicoterapia per riprendersi e tornare ad una vita normale. Ma la maggior parte, no! Proprio come in palestra, un esercizio regolare, con l’accompagnamento di uno Psicologo, è garanzia di un funzionamento migliore e di una prevenzione sistematica di problemi che potrebbero insorgere.
Inoltre, mentre in Fisiatria a volte lo specialista deve dire che non c’è più niente da fare, in Psicologia è sempre possibile un miglioramento, è sempre possibile vivere meglio, in qualsiasi situazione di vita uno si trovi: non c’è nessuno che stia così male da non poter migliorare, ma non c’è nemmanco nessuno che stia così bene da non poter star ancora meglio.
Non solo, pensate che molte malattie mentali vengono da un errore di gestione di sé che la persona ha fatto senza volerlo, senza rendersene conto. Solo a titolo d’esempio, gestendo male una sofferenza si può finire nella depressione, oppure, una persona può sentirsi in colpa per qualcosa di cui in realtà non è responsabile, e un inutile senso di colpa abbassa grandemente la soddisfazione di vita.
Il sistema preventivo insegna che prevenire è più facile, costa di meno e rende di più rispetto al sistema di ricupero, ovvero, rimediare al problema quando si è già manifestato. In aggiunta, anche nella gestione ordinaria della vita, permette di trascorrere le giornate con una soddisfazione maggiore, in tutti gli aspetti comunicativi e relazionali della persona. Lo Psicologo non è quindi soltanto per chi ha subito un trauma e deve fare riabilitazione, ma è anche, e prima di tutto, per chi semplicemente vuol vivere meglio.
In conclusione, credo che il lavoro con uno Psicologo sia il miglior modo per sperimentare di persona come sia possibile vivere meglio, senza bisogno di cambiare le cose che non possono essere cambiate, ma cambiando quelle cose che è proprio meglio cambiare.
Prof. Ezio Risatti